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Ricerca scientifica
Come conservare l’equilibrio idrico ed aumentare la riserva alcalina negli alpinisti esposti alla ipossia ipobarica

Come è noto l’acqua costituisce il 40-60% della massa corporea ed un individuo normale deve assumere, con le bevande e gli alimenti 2-2,5 lt di H2O al giorno. In corso di attivita’ fisica intensa, specialmente se la dispersione del calore è ostacolata, si possono verificare considerevoli variazioni di peso corporeo, fino a 4-5 Kg, e disturbi associati alle perdite di Na e Cl ed, in misura minore, K e Mg. Inoltre si verificano modificazioni dell’equilibrio acido-base soprattutto in conseguenza della produzione di acido lattico che fa si che il pH del sangue scenda, potendo arrivare a 7 U a livello ematico arterioso ed a livello muscolare a circa 6.4 U. Le conseguenze sono rilevabili attraverso la diminuzione della efficienza cardio-vascolare. Infatti una perdita di liquidi per disidratazione e squilibri elettrolitici pari all’1% del peso corporeo determina un minor rendimento fisico mentre una riduzione del 2,5% del peso corporeo puo’ determinare una riduzione del 35% della prestazione fisica. Questi fenomeni , dimostrati a livello del mare, dovrebbero essere particolarmente accentuati nei soggetti esposti alla carenza di ossigeno. Nei liquidi corporei sono presenti sistemi di sostanze chimiche dette tamponi, che reagiscono con gli acidi e con le basi per mantenere l’appropriato equilibrio acido-base, e il quantitativo di ioni bicarbonato disponibili viene detto riserva alcalina. (omissis).
Teatro di questa prima fase di ricerca sarà il “ rifugio delle guide del cervino”, quota 3400 m. dal 21 al 25 aprile prossimi. Saranno esaminati 25 alpinisti e sciatori. Detta ricerca risulterà propedeutica a quella che verrà condotta a quote più elevate sulle Ande argentine (Aconcagua 2006).

 

 
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