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Ricerca scientifica
1)Titolo
Monitoraggio della radiocontaminazione ambientale da Cesio 137 da fall out radioattivo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

2)Durata
Un anno, con la possibilità di monitorare gli stessi punti di prelievo e le stesse matrici negli anni futuri.

3)Obbiettivi
Valutare l’eventuale inquinamento da radiocontaminanti ambientali per mezzo della spettrometria gamma, in particolare il Cesio 137, Cesio 134 e Potassio 40, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga allo scopo di monitorare l’andamento dei contaminanti non solo provenienti da incidenti eclatanti (Chernobyl) ma anche da eventi di scarsa risonanza sui mass-media, altrettanto importanti per eventuali risvolti di implicazioni sanitarie.
Possibilità di inserimento dei dati ottenuti a servizio della rete nazionale/europea., come descritto nella premessa.

4)Giustificazione

4ª)Premessa
Una fortissima esplosione all’interno del reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina provocò lo scoppio del rivestimento in acciaio e rilevanti quantità di materiale radioattivo furono disperse in atmosfera.
La situazione meteorologica determinò il trasporto della contaminazione a grandi distanze con la conseguente deposizione di contaminanti radioattivi su vasti territori dell’Europa.
Il cesio 137 è l’elemento radioattivo tuttora presente in tutte le aree contaminate. Questo radioisotopo ha un tempo di dimezzamento di circa 30 anni ed è la principale causa delle conseguenze ambientali e sanitarie a lungo termine

Dopo l’evento Chernobyl, i controlli sull’ambiente e sugli alimenti per la ricerca di elementi radioattivi, in particolare Cesio 134 e Cesio 137, erano molto attivi ed assidui.
Oggi i controlli sono affidati a strutture specializzate che monitorano l’ambiente attraverso un sistema di reti nazionali. In particolare le ASL di ogni regione prelevano campioni di alimenti sul mercato sia di origine animale (carne bovina, pollame, latte vaccino ed in polvere, molluschi) sia di origine vegetale (cereali, frutta, vegetali) e campioni di altra natura (particolato atmosferico, acque potabili e di mare ecc.).
I campioni vengono inviati ai Laboratori delle strutture sanitarie del territorio che li analizzano per la ricerca della radioattività.
Alla fine dell’anno, ogni laboratorio invia i risultati ottenuti alla Regione che li inoltra alla Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA) di Roma che assembla e valuta i risultati, così da stilare un rapporto sulla radioattività in Italia.
Rappresenta una tessera del mosaico europeo e mondiale sulla conoscenza dell’ inquinamento ambientale da radioattività.

3b)
Per lo studio proposto si parte dalla serie storica del lavoro “La radioattività ambientale nei quattro parchi della Regione Abruzzo”, pubblicato sulla rivista di sanità pubblica “Veterinaria Italiana”, vol. 40, gennaio-marzo 2004, per concentrare lo studio al Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga,dove verranno prelevati matrici come erba, terra e muschio che in natura rappresentano dei serbatoi naturali del materiale radioattivo con tempi di dimezzamento trentennale.
Detto monitoraggio troverà anche riscontro nella realizzazione del “Progetto Aconcagua 2006” che si svolgerà nel dicembre 2006 sul massiccio Argentino con gli stessi obbiettivi e finalità. (Prelievo di campioni durante la spedizione e la successiva analisi delle stesse matrici. Esistono dati storici che necessitano di aggiornamento)
 
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